LE FERITE EMOZIONALI

Da quando nasciamo ogni esperienza della vita potrebbe essere una opportunità per imparare qualcosa e quindi crescere.

A volte però accade che ci siano esperienze delle quali non comprendiamo l'insegnamento e che da bambini percepiamo come una minaccia. Sono esperienze che ci creano una particolare sofferenza psichica ed emozionale che lascia un imprinting (una "registrazione"), che viene chiamata "ferita emozionale".

Il bambino da quando nasce dipende in tutto e per tutto dall'adulto, generalmente dalla madre che lo accudisce. Ecco che quindi nel bambino si attiva una istintiva propensione a garantirsi la sopravvivenza sviluppando l'attitudine dell'attaccamento verso coloro che gli garantiscono il soddisfacimento dei propri bisogni di nutrimento, protezione, accudimento e affetto.

Durante la prima infanzia possono accadere degli episodi che il bambino registra come minacciosi per la sua sicurezza e sopravvivenza, non solo a livello fisico, ma anche e soprattutto a livello relazionale ed emozionale.

La paura più grande del bambino, istintivamente, è quella di perdere la relazione privilegiata con l'adulto a cui attribuisce il potere di garantirgli la vita.

QUALI SONO LE FERITE EMOZIONALI

Le ferite emozionali sono: tradimento, umiliazione, rifiuto, abbandono, ingiustizia.

Generalmente vi è una ferita originaria con cui confrontarsi per tutta la vita e altre quattro che possono presentarsi in momenti diversi e attivarsi in contesti diversi.

La ferita originaria è quella che maggiormente ci sfida.

COME AGISCONO LE FERITE NELLA NOSTRA VITA

Preso dalla paura di perdere la connessione con l'adulto che gli garantisce sopravvivenza e affetto, il bambino già in tenerissima età impara a sopprimersi, ad adeguarsi sviluppando "maschere" che lo allontaneranno sempre di più dalla sua vera natura e che si porterà appresso nello scorrere della sua vita.

Queste "maschere" rappresentano un comportamento di protezione istintivo, automatico, che ha lo scopo di evitare di rivivere quella stessa sofferenza e che si attiva ogni qualvolta nella nostra vita accade un evento che percepiamo o interpretiamo con un significato simile all'imprinting registrato.

Da adulto questi comportamenti risultano invalidanti e limitanti per l'individuo che percepisce una vulnerabilità che non è reale e lo intrappolano in modalità relazionali ripetitive che non gli permettono di maturare e manifestare le sue piene e reali potenzialità, di uomo consapevole e responsabile della propria vita.

Le "maschere" non si manifestano solo a livello psicologico ma anche a livello fisico: si potrebbero definire la somatizzazione fisica della ferita non risolta.
Ogni ferita ha una corrispondente "maschera" visibile nei tratti somatici del viso, nella conformazione fisica, nel modo di muoversi, di gesticolare etc.

La psicosomatica ci dimostra come molti dei problemi di ordine fisico, emotivo o mentale derivino di fatto da queste ferite.

CHE FARE?

Il primo passo da fare con le 5 ferite è di riconoscerle e accettarle come opportunità di crescita e miglioramento.

Spesso ci sentiamo traditi, umiliati, abbandonati, rifiutati o trattati ingiustamente ma quando questo accade entra in gioco quella parte di noi a cui piace credere che la colpa sia di qualcun altro.

Delegare la responsabilità della nostra vita agli altri non ci rende esseri liberi.

Riappropriarsi della responsabilità della propria vita significa riappropriarsi della capacità di scegliere come modificare la propria esistenza, come costruire il proprio futuro, in aderenza con i propri desideri più profondi.

E' importante comprendere che gli altri non sono colpevoli ma a loro volta sofferenti quanto noi per le stesse ferite.

Più accusiamo noi stessi e gli altri delle nostre sofferenze, più l'esperienza negativa tenderà a ripetersi.

Quando qualcuno ci dà fastidio per i suoi atteggiamenti o per il suo modo di essere, quel qualcuno ci sta facendo da specchio e come in uno specchio ci fa vedere qualcosa di noi che molto probabilmente non vogliamo vedere.

Quando riconosceremo e accoglieremo in noi quell'atteggiamento, l'altro non avrà più il potere di irritarci; rivedere gli eventi in funzione delle ferite attive li renderà più accettabili.

Riconoscere che nel nostro quotidiano ci attiriamo situazioni in funzione delle ferite, in quel momento attive, può cambiare la prospettiva con cui guardare la nostra vita.

Percorso pratico per risolvere le ferite in modo profondo

Si propone un percorso che rappresenta un allenamento per risolvere le 5 ferite.

Risolvere le 5 ferite non vuol dire che non si presenteranno più ma che si avranno gli strumenti per affrontarle.

Tramite la Biodanza® - Sistema Rolando Toro e la tecnica "I segreti delle 5 ferite" ideata da Maria Rosa Fimmanò che prevede 45 esercizi di autotrattamento, si attivano le risorse innate in ognuno per rendere la vita piacevole e soddisfacente, in armonia con se stessi e con ciò che ci circonda.

Il percorso prevede incontri di gruppo a cadenza quindicinale dove si lavora su ogni singola ferita alternando sessioni di Biodanza® a sessioni in cui si propongono semplici esercizi di autotrattamento per risolvere le ferite in modo automatico e profondo. 

Per chi preferisce lavorare individualmente o per chi desidera approfondire ulteriormente il lavoro svolto con il gruppo, si propongono sessioni individuali della durata di circa 1,5 h a cadenza settimanale o quindicinale.